Ritratti d’eredità: la storia di famiglia attraverso scorci di vita in bianco e nero
Ho sempre amato le foto in bianco e nero, addirittura con la tonalità seppia, segno di un tempo andato, ricco del fascino e della nostalgia di qualcosa che non c'è più.
Le foto ricevute in eredità dai genitori e dai nonni, che parlano della loro vita quando ancora dovevamo nascere ma anche di loro bambini, dei nostri avi, di una vita contadina da una parte e una vita cittadina e più borghese dall'altra, li custodisco con un grande senso di appartenenza. Un patrimonio inestimabile.
Tante volte mi sono trovata a fantasticare sui piccoli dettagli delle immagini, tante volte avrei voluto che mi venisse raccontato di più, con una sete di sapere e di conoscenza che non era mai paga... Quante domande non risposte della vita di un bisnonno adottato alla fine del 1800 e di cui si perdono le tracce in un passato che mai conosceremo.
Voglio ricordare ogni giorno i visi eleganti di un'epoca andata, i vestiti della festa che donavano loro una luce speciale, le mani in pasta di chi lavorava il legno sul bancone da falegname e la spensieratezza di chi con la Vespa percorreva strade felici.
Siamo Noi, da oggi all'indietro.
Lungo le scale che portano al piano superiore e anche in un piccolissimo angolo del soggiorno, ho creato una sorta di gallery wall di famiglia, utilizzando cornici lineari acquistate da Ikea accanto ad altre di ferro molto lavorato trovate nei mercatini o perdute nelle scatole della soffitta. A completamento poi ho appeso la scritta di legno fatta fare ad Elena Valentini
I've always loved black and white photos, even with a sepia tone, a sign of a bygone era, rich with the charm and nostalgia of something that no longer exists.
The photos inherited from my parents and grandparents, which tell the story of their lives before we were born but also of them as children, of our ancestors, of a rural life on one side and a more urban and bourgeois life on the other, I cherish with a deep sense of belonging. An invaluable heritage.
Many times I have found myself daydreaming about the little details in the images, many times I wished I had been told more, with an insatiable thirst for knowledge and understanding... So many unanswered questions about the life of a great-grandfather adopted at the end of the 1800s, whose traces are lost in a past we will never know.
I want to remember every day the elegant faces of a bygone era, the festive clothes that gave them a special glow, the hands kneading wood on a carpenter's workbench, and the carefree spirit of the one riding his Vespa along happy roads.
This is Us, from today backward.
I’ve created a sort of family gallery wall on a small wall corner of the living room and a second one on the stairs’wall, using simple frames from Ikea alongside more ornate iron ones found in flea markets and hidden away in attic boxes. To complete the look, I hung a wooden sign made by Elena Valentini.
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