Strati di vita oltre il trasloco, dalla casa al giardino, radici dentro e fuori
La nostra vita è iniziata dentro un appartamento al secondo piano della casa di famiglia, una casina accogliente che ci ha visto giovani, spensierati e pimpanti. Era uno spazio giusto per una coppia, troppo piccolo quando sono arrivati i nostri due bambini.
Abbiamo comunque passato diversi anni adattandoci e non pensando realmente che un giorno potevamo trovare altro... E infatti, come spesso accade, è successo quasi senza volerlo.
Un pò per curiosità, avevo preso l'abitudine di consultare motori di ricerca per vedere cosa offriva il mercato immobiliare nei dintorni e una sera mi sono imbattuta nell'annuncio della casa che poi avremmo acquistato nel giro di pochissime settimane. Internamente aveva quegli ambienti in più che ci servivano ma ciò che ha conquistato la nostra attenzione è stata la presenza di un bel portico dove godere la bella stagione ma soprattutto un grande giardino dove finalmente i bimbi avrebbero potuto correre, rotolarsi, fare feste e campeggiare in qualche notte estiva leggendo libri e fumetti di paura dotati solo di una torcia!
Si presentava come un grandissimo prato con un grande acero che cresceva verso il fondo ma nella mia testa giravano immagini di giardini inglesi con tante rose, glicine, anemoni, ma anche mediterranei con ulivi, limoni, oleandri.
All'epoca ero diventata amica di Francesca che curava il suo giardino da parecchi anni e quando ci incontravamo da lei per un buon caffè, passeggiavamo sempre tra le piante, gli alberi secolari, piccoli angoli nascosti che creavano il giardino nel giardino, archi di rose e anche natura selvaggia, e così tanto mi ha spiegato e mostrato facendomi, ovviamente, crescere ancor più la voglia di iniziare ad investire anche su questo spazio.
La cosa che più mi affascinava era quando mi presentava fiori o arbusti ma pure alberi che diceva essere nati da soli, la natura aveva creato ormai un ecosistema così perfetto che lì attecchivano, libere, nuove vite rigogliose e perfette per l'habitat.
Ho iniziato dalle rose bianche accostate ad altre di varie sfumature rosate, ho fortemente voluto una pianta di lillà che a maggio regala un profumo perfino a distanza, il meraviglioso glicine che ormai ha preso il completo possesso dell'apertura superiore del gazebo, la verbena, la magnolia, l'ulivo, il limone e molto altro, e non sono mai paga.
Il giardino e ancor prima il portico vanno arredati, questo è un altro punto fermo su cui non sono arretrata di una virgola... Sono comparsi così i boccioni di vetro in più misure, verdi o trasparenti, che si utilizzavano in passato per contenere grosse quantità di olio o vino e che oggi richiamano atmosfere bucoliche, un vecchio imbuto di ferro di provenienza contadina dalle dimensioni importanti, una bobina in legno per cavi elettrici adibita a tavolino, un barbecue rimasto diroccato e una vetrinetta appartenuta a mio nonno che, al riparo dalla pioggia, è un pezzo principale del patio assieme al tavolo costruito interamente dalla mia dolce metà per il convivio e le colazioni nella stagione calda.








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