Mini ingresso: funzionalità, ordine e armonia nei piccoli spazi
Se mi guardo attorno realizzo una volta di più che mio marito è un sant'uomo. Negli anni si è sentito fioccare addosso tante idee e proposte di cambi arredo che oramai come capisce che sta per arrivarne un'altra, per fortuna, si mette a ridere. Un cassetto dei sogni appena socchiuso pronto a esplodere tirando fuori l'ultima soluzione dal cilindro, questa è la realtà ciclica.
Bisogna anche dire che l'averlo arruolato in prima persona nella realizzazione di un certo mobilio ha fatto sì che scoprisse il piacere della lavorazione del legno e anche la soddisfazione della creazione ad hoc, e non è poca cosa, no? Due piccioni con una fava.😁😉
Quando si tratta di creare qualcosa insieme, come la nostra recente trasformazione dell’ingresso, siamo una squadra perfetta: io progetto, lui costruisce e poi io pitturo e rifinisco. La settimana scorsa accennavo al tavolo massiccio che abbiamo sotto il portico, un tavolone di due metri per uno, poi ne è seguito un armadio guardaroba nella zona giorno, ma anche diversi cassettini per chiudere dei vani di una libreria ed infine, fresco fresco, ha posato un perlinato nell'ingresso per fare lo sfondo di quella che, con grande fantasia, nella mia mente è diventata una mini mudroom con dislocazione più piacevole degli elementi.
Mudroom letteralmente significa "stanza del fango" ed è uno spazio tipico delle case nordamericane nato con lo scopo di evitare che fango, sporco o neve entrino nel resto dell’abitazione; quindi generalmente è un’area vicino all’ingresso della casa, progettata per lasciare scarpe, stivali, cappotti e altri oggetti prima di addentrarsi. Affonda le sue radici nella tradizione delle abitazioni rurali ed è nata come una necessità; infatti nelle case di campagna o nelle fattorie, dopo aver lavorato all’aperto, le persone avevano bisogno di un luogo dove potersi cambiare, togliere gli stivali sporchi e appendere gli abiti da lavoro. Con il tempo, quella che era prevalentemente una stanza a parte, ha trovato spazio anche nelle case urbane, evolvendosi da un'area di servizio a un elemento di design funzionale e accogliente anche all'entrata.
All'ingresso di casa mia, tra l'altro piccolino e molto vicino alle scale, avevo sistemato una semplice scarpiera ikea, la Hemnes, a cui avevo sostituito i pomelli per darle un po’ di personalizzazione, uno specchio con cornice in ferro per un'occhiata prima di uscire e nient'altro. Due passi più avanti l'appendiabiti che diventava in un battibaleno una montagna di giubbotti e giacche a vista.

Essendo un open space, con divano e tavolo da pranzo nelle vicinanze, questa soluzione inoltre non mi ha mai convinto più di tanto ma soprattutto non mi piaceva fosse evidente che là c'erano delle scarpe. Lo spazio di un metro soltanto e la ridotta profondità di passaggio d'altra parte limitavano qualunque creatività, ma bisognava cambiare, cercavo fondamentalmente anche un carattere che si intonasse maggiormente al resto della casa.








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